Addio Giovanna Marini, il cordoglio della Musica Italiana

Un lutto nel mondo della musica italiana di quelli che fanno male. Perché Giovanna Marini alla musica italiana ha dato tanto, tantissimo. Morta a 87 anni, l’8 maggio 2024, è stata cantautrice, ricercatrice etnomusicale e folklorista italiana, fu una fra i primi musicisti attivi presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma, di cui fu presidente e in seguito presidente onorario.

Nata a Roma il 19 gennaio 1937, all’inizio degli anni sessanta entra a contatto con i maggiori intellettuali e studiosi della tradizione popolare italiana, tra i quali Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino (a sua volta anche autore di testi di canzoni per Cantacronache), Roberto Leydi, Gianni Bosio, Diego Carpitella, Alberto Mario Cirese, Cesare Bermani, Giulio Angioni e Alessandro Portelli è stata una cantautrice, ricercatrice etnomusicale e folklorista italiana. La sua attività multiforme ne ha fatta una delle figure più importanti nello studio, nella ricerca e nell’esecuzione della tradizione musicale popolare italiana, ma è autrice anche di canzoni e cantate di propria composizione. Con il Nuovo Canzoniere Italiano, si deve l’affermazione di Bella ciao come canzone simbolo della Resistenza italiana, prese parte, durante il Festival dei Due Mondi 1964, allo spettacolo appunto Bella ciao, evento che suscitò scandalo, tentativi di censura e interrogazioni parlamentari per l’esecuzione di O Gorizia tu sei maledetta insieme ad altri artisti folk come Giovanna Daffini, Caterina Bueno, Ivan Della Mea e Michele Straniero. Tale canto, scritto durante la prima guerra mondiale, fu eseguito con l’aggiunta di una strofa antimilitarista che recitava “Traditori signori ufficiali / che la guerra l’avete voluta / scannatori di carne venduta / e rovina della gioventù”, a seguito del quale in sala si crearono tumulti tra giovani allievi ufficiali e borghesia conservatrice da un lato che intonò Faccetta nera, e pubblico di sinistra dall’altro a rispondere con Bandiera rossa, e che sfociò in una denuncia contro gli organizzatori dello spettacolo per vilipendio delle forze armate.

Il Club Tenco ricorda con queste parole Giovanna Marini: “È morta Giovanna Marini. Musicista di eccelsa formazione e cultura, con le sue composizioni ha scritto alcune pagine indelebili della storia della canzone. Premio Tenco nel 1983 e poi Premio Rambaldi nel 2018 – per Cose di Amilcare a Barcellona –, è stata più volte acclamata ospite delle diverse iniziative del Club Tenco che l’ha seguita in tutta la sua luminosa carriera italiana e internazionale. Amandola, riamato”.

Sul profilo della Scuola di Testaccio l’addio a Giovanna: Giovanna Marini ci ha lasciato, così, scivolando in un altro mondo. La nostra storia, quella della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, è fortemente intrecciata alla sua e ora resta un vuoto che è difficile colmare. Giovanna era qui, tutte le settimane, ad occuparsi di chi amava il canto popolare e i canti di lavoro e di lotta. Era qui con il suo sguardo e il suo sorriso. E la sua competenza. Ci regalava tutto quello che aveva scovato in anni di ricerca sul territorio e ci regalava anche quello che nasceva da lei, i suoi canti, le sue opere. Non amava essere definita Pasionaria, avrebbe preferito Compositrice, visto la quantità di musica originale che ci lascia. Giovanna si era perfezionata in chitarra con Andres Segovia, era partita da studi classici. Poi aveva incontrato Roberto Leydi, Gianni Bosio e Diego Carpitella, negli anni sessanta a Milano. E lì aveva iniziato a scoprire la musica popolare, con le mondine. Aveva scoperto che le piaceva raccontare attraverso la musica… Il percorso di Giovanna è stato lungo e incredibile. Molte le opere che ha composto, dalla “Grande Madre impazzita” alla “Ballata del carcere di Reading” alle musiche per Folco Quilici, per Maselli, Loy, Pietrangeli… Giovanna ha attraversato una parte della storia unendo due mondi non sempre conciliabili: quello classico e quello popolare. Ha creato un modo nuovo, forte e profondo, di descrivere le ferite della storia. Dalle Fosse Ardeatine, alla strage di Ustica, i treni per Reggio Calabria, la morte di Pasolini, la condanna di Mimmo Lucano, con la sua voce è sempre stata presente. E qualcuno così l’ha descritta e a Giovanna questa descrizione piaceva molto: …La Marini è dissonante, è stridente, è offensiva e provocatoria. E’ un urlo a volte sgraziato e scomposto, ma sempre dall’altra parte del potere. Può piacere o non piacere, ma questa è la sua strada… Ciao Giovanna resterai con noi, per sempre“.

Sui social anche il dispiacere di Antonella Venditti: “La nostra sorella maggiore se ne e’ andata! Sei stata il simbolo reale del nostro impegno civile e musicale …hai accompagnato noi giovani del Folk nella lunga scoperta della vita insegnandoci il canto e le radici della nostra terra!Un lungo abbraccio …Giovanna❤️🌈 Antonello“.

LA FOTO IN EVIDENZA E’ PRESA DAL PROFILO UFFICIALE DELLA SCUOLA DI MUSICA DI TESTACCIO, QUESTO IL POST ORIGINALE:

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