Dall’esordio ai successi all’estero: 40 anni fa iniziava la storia dei Fleurs du Mal

Nove album pubblicati, otto in studio e uno live. E una carriera quarantennale fatta di tanta strada percorsa, tanti live, tanta musica suonata nei concerti e incisa. Tanto da fare la storia, quella della musica rock, blues e non solo.

Sono i Fleurs du Mal, rock band romana nata nel 1983 e guidato da Stefano De Martini detto “Iguana” in onore di Iggy Pop. Dal vivo continuano ad essere protagonisti di live decisamente coinvolgenti, regalando esibizioni intense, per uno stile che mette insieme rock and roll fonde blues, funk, swing e latin-rock, con testi in italiano, inglese e spagnolo. Ma, soprattutto, regalando pezzi assolutamente unici, inediti, frutto della loro creatività. Il nome del gruppo è liberamente ispirato al libro di poesie di Charles Baudelaire, I fiori del male. Nel 2019 hanno pubblicato un album, Gumbo, composto, per la prima volta nella storia della band, da alcune cover di classici standard blues presenti accanto ad altrettanti brani originali. Nel 1984 uscì la loro prima produzione, l’EP Tempi Moderni.

L’8 Febbraio, proprio per festeggiare i 40 anni, la band si è ritrovata all’Alcazar Live, a Trastevere, a Roma. Durante il concerto evento, hanno suonato pezzi come “Boogie Babe”, brano tratto dal primo album “Fleurs du Mal” pubblicato nel 1989 e che non portavano dal vivo da circa 25 anni. E poi “Ride Through the Lines”, tratto dal CD Gumbo del 2019 e “Te Ni Nee Ni Nu” con special guest Fabio Falconi al Sax Soprano.

Dopo una prima intervista data 2017, siamo tornati da Iguana per ricordare i 40 anni dall’uscita di Tempi Moderni e del Tour che li porterà di nuovo all’estero, dove suonano da almeno 20 anni.

Ciao, nel primo video “Boogie Babe” brano tratto dal primo album “Fleurs du Mal” pubblicato nel 1989 e che non suonavamo dal vivo da circa 25 anni. Secondo video “Ride Through the Lines” tratto dal CD Gumbo del 2019, terzo video “Te Ni Nee Ni Nu” con special guest Fabio Falconi al Sax Soprano

Nel 2017 avevamo già intervistato Stefano, in occasione dell’uscita dell’album Bootleg.

Ecco la videointervista che realizzammo con lui:

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