Emanuele Inserto e ‘Sotto L’Equatore’, album elegante del poeta romano

Emanuele Inserto, poeta e cantautore romano, ci consegna con “Sotto l’Equatore” un disco dalle trame crepuscolari, “in punta di piedi” ed elegante.
Nell’attingere a sonorità del passato Inserto le contamina con una cifra assolutamente originale, fortemente allegorica e vespertina.
Litfiba, Diaframma, CSI sembrano aleggiare nel disco, senza tuttavia risultare ingombranti, così come affiorano- di tanto in tanto- suggestioni del cantautorato classico (non troppo pervasive, comunque) e la formazione di chitarrista latino-americano del nostro.
Forza immaginifica, profondità e delicatezza testuali, ricercatezza e scelte felici a livello di arrangiamenti impreziosiscono un album minuziosamente cesellato, che si distingue per coerenza (pur nell’eterogeneità sonora) e raffinatezza.

Gli episodi più felici sono, a nostro avviso, “Buona Fortuna” (con la suggestiva voce femminile di  Katia Picciariello), il singolo di Lancio, “Canto di Eco”, dalla presa immediata, e la sorprendente (a livello sonoro) “Pace”, chitarra elettrica e bouzouki nel segno di una composizione di conflitti non solo esterni.

di Nadya

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