Andrea Tarquini, il suo ”900′ nel terzo lavoro personale

Terzo lavoro personale per il cantautore e chitarrista Andrea Tarquini, conosciuto soprattutto per sua militanza al fianco di un gigante come Stefano Rosso. Si intitola “In fondo al ‘900” il suo nuovo lavoro di inediti dentro cui rintracciamo il bisogno di un racconto romantico che possa anche fare un punto della situazione di vita artistica dentro il secolo scorso. Un disco sincero e coerente, di bella canzone d’autore, dentro cui il suono sa vestirsi di eleganza e attenzione.

Secondo te la canzone d’autore così concepita, oggi, che vita vive?

Domanda interessante. Personalmente credo che la canzone d’autore sia viva e vegeta, basta guardare i concerti di Antonello e Francesco pieni di ragazzini o quelli di Conte, ma anche i miei amici Manfredi e Sirianni, pur non essendo due star, riempiono molti posti… purtroppo la canzone d’autore è sottorappresentata. Il management della nostra industria musicale, un po’ per alcuni obblighi ai quali è assoggettato, un po’ per i suoi limiti culturali, ormai da anni, ha la tendenza ad investire esclusivamente sul “centro” del panorama artistico. Investono solo sul mainstream senza presidiare le nicchie, che pure sono mercato. Il primo risultato è che la produzione si somiglia tutta in maniera abbastanza ossessiva e soprattutto sterile sul piano del mercato e del business.

Io credo che, su questo, un’idea intelligente sarebbe se il Club Tenco decidesse di dare l’esempio istituendo apposta una categoria per la canzone d’autore alle Targhe Tenco in maniera da preservare e rilanciare un’area, un mondo artistico, senza fermare la direzione di apertura verso altri mondi che da anni è stata intrapresa. Sarebbe un segnale forte che per altro sta nel “core business” del club.

Ed è emblematica qui la tua “Cantautori indipendenti”…

E beh si… questa canzone per l’appunto è la conseguenza esistenziale ed un po’ teatrale della risposta alla domanda precedente.

Concerti grandi, concerti piccoli, budget grandi e poi il giorno dopo “zero”…. Un mestiere altalenante. magico e drammatico…e in una società complessa, evoluta ma problematica, qualcuno deve pur farlo.

Un azzardo o un atto di fede mettere assieme quei 3 “Franceschi” li… insomma il Papa con Totti e De Gregori mi sembra un azzardo curioso. Raccontamelo…

Ci sono più piani di lettura…. Volevo trovare tre figure che riflettessero la propria autenticità novecentesca senza nascondere che in questa canzone sono per l’appunto tre figurine, tre icone di personaggi nati e formati nel ‘900 verso i quali è importante avere un rispetto che possa avvicinarci ad un modo di costruire il futuro che sia contenitore di memoria.

Siamo nel tempo dei miti facili secondo te? Oggi il mito che ruolo ha?

Mah non saprei… io personalmente credo che ci salviamo se ci circondiamo di bellezza. La bellezza è tutto ciò che può dare godimento perché educa…vedere mostre e musei, leggere il più possibile romanzi, saggi, etc… avere dei quadri in casa, scegliere vini buoni, musica buona, chitarre buone…. Questi sono i miei miti…ma io sono un uomo di molto adulto quindi sotto questo aspetto ho la strada più facile, ma credo si possa insegnarlo anche ai giovani.

Ci sono tanti riferimenti nel suono come nella scrittura. Tanti classicismi. Se ti chiedessi quanto futuro c’è… se c’è… cosa risponderesti?

Ce n’é a palate perché c’è tanta memoria.

E un video ufficiale? A Spotify non diciamo no… ma a YouTube?

Ci stiamo organizzando….con calma….verrà una gran bella cosa vedrai.

di DOM

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