Leggenda con il dolore nell’anima: 55 anni fa nasceva Kurt Cobain

Tre album in studio, tre dal vivo, sei raccolte e oltre venti singoli. Ma, soprattutto, l’ingresso di diritto nella Leggenda. Nei circa 7 anni in cui i Nirvana si sono costruiti il ruolo di leader nella scena grunge statunitense prima, mondiale poi, per intere generazioni Kurt Cobain è diventato una vera e propria figura guida per la generazione X, lui con i Nirvana.

Nato ad Aberdeen, Washington, il 20 febbraio 1967, nel 1991 il suo volto, il suo nome, la sua musica conquistano il mondo con l’uscita del singolo “Smells Like Teen Spirit “segnò l’inizio di una nuova generazione. I media musicali avrebbero infatti conferito a quel brano il titolo di inno di una generazione, e, con esso, a Cobain l’appellativo di portavoce della generazione X. Negli ultimi anni della sua vita, Cobain ha lottato contro la dipendenza dall’eroina e le pressioni dei media su di lui e sulla moglie Courtney Love, da cui ha avuto una figlia di nome Frances Bean.

Ma Kurt Cobain non è mai riuscito a gestire questa forte pressione su di lui, conseguenza del successo planetario che aveva travolto lui Krist Novoselic e Dave Grohl. Il consumo di droga aumentò a dismisura, per lui era il modo per sfuggire a queste pressioni. E’ legata all’Italia la sua ultima apparizione televisiva. Il 23 febbraio 1994 Cobain insieme ai Nirvana fu ospite su Rai 3 nel programma Tunnel, condotto da Serena Dandini. E proprio a Roma, il 2 marzo dello stesso anno, tentò una prima volta il suicidio. Era nella Capitale per una breve vacanza, quando durante la notte andò in overdose dopo aver ingerito cinquanta pasticche di Rohypnol mischiate a champagne. Cobain fu salvato grazie a un cocktail di farmaci, dopo qualche giorno si riprese. La mattina dell’8 aprile 1994 il corpo di Cobain fu trovato da Gary Smith, un elettricista della Veca Electric, nella serra presso il garage nella sua casa sul lago Washington. Si era suicidato con un colpo di fucile. Negli anni seguenti si è tuttavia sviluppato un acceso dibattito riguardo alle cause della sua morte. Il personaggio di Cobain è diventato un’icona vera e propria fra i giovani di ormai quasi due generazioni, a tal punto da influenzare ancora oggi sia la musica che la cultura giovanile. A Cobain non piaceva che ci si riferisse a lui, come con Bob Dylan, definendolo “il portavoce di una nuova generazione” (nel caso di Cobain, la generazione X), ma ottenne ugualmente tale titolo. Secondo la rivista Rolling Stone, nonostante la sua breve vita, Kurt Cobain è stato il miglior artista degli anni novanta. È stato inoltre inserito al 45º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone e al 73º posto della lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone. Cobain è stato introdotto, insieme agli altri membri dei NirvanaKrist Novoselic e Dave Grohl, nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2014, il primo anno in cui erano eleggibili.

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