Black Sabbath, trentasei anni fa usciva l’undicesimo album ‘Born Again’

Trentasei anni fa usciva ‘Born Again‘, l’undicesimo album dei Black Sabbath. Dopo l’addio, per disaccordi personali e musicali, di Ronnie James Dio e Vinny Appice, i rimanenti Tony Iommi e Geezer Butler chiamano il cantante Ian Gillan, (uscito per diverbi dai Deep Purple nel 1973 e che nel frattempo aveva messo in piedi una carriera solista), e il batterista originario Bill Ward, ripresosi dai problemi con l’alcool che lo avevano costretto a ritirarsi durante il tour dell’album ‘Heaven and Hell‘.

L’album inizialmente non fu accolto con calore dalla critica, a causa delle sonorità di produzione ritenute mediocri. Tuttavia in seguito si rivelò un buon successo, raggiungendo il quarto posto nelle classifiche inglesi e venendo inserito nella classifica Top 40 statunitense. In seguito certificato con il disco di platino.

Musicalmente è un album dal sound più massiccio rispetto ai precedenti, che vede un inasprimento nello stile dei Black Sabbath. La copertina dell’album, disegnata da Steve Joule in stato di ebbrezza, (pensò addirittura di cancellarla, una volta ripresosi, ma incontrò l’opposizione di Iommi e Butler che invece la gradirono), rappresenta un neonato dalle sembianze demoniache ed è simile a quella del singolo del 1981 dei Depeche Mode, “New Life“, (è stata utilizzata infatti la stessa immagine).

Al momento della pubblicazione dell’album, l’aspetto particolare della copertina fu oggetto di controversie. Ciò non ha impedito comunque che l’artwork sia il preferito di alcuni musicisti metal tra cui Glen Benton (Deicide) e Max Cavalera (Soulfly).

1 Trashed – 4:18
2 Stonehenge – 1:58
3 Disturbing the Priest – 5:48
4 The Dark – 0:45
5 Zero the Hero – 7:34
6 Digital Bitch – 3:40
7 Born Again – 6:35
8 Hot Line – 4:54 –
9 Keep It Warm – 5:34

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